mercoledì, Maggio 22

Reddito di cittadinanza

Tutti i percettori mandati in Ucraina

Prosegue l’impegno del governo di Mario Draghi per indurre coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza a trovare una sistemazione nell’ambito della vita attiva. La guerra tra Russia e Ucraina si dimostra un’occasione per offrire un ruolo all’interno della societa’ a chi (secondo il parere di una buona parte dei politici e dell’opinione pubblica) ha trascorso, fino ad ora, la maggior parte del tempo in casa, spaparazzato sul divano. Invece, grazie alla guerra ora anche i percettori del reddito hanno finalmente uno scopo. I cinquecento euro del reddito serviranno non piu’ a soddisfare i bisogni piu’ futili (mangiare, pagare bollette di casa e medicinali) ma per qualcosa di ben piu’ importante e nobile. Con la cifra del reddito infatti ogni percettore dovra’ acquistarsi almeno un kalashnikov e una buona dose di munizioni. Poi, una volta indossata una tuta (andra’ benissimo anche quella usata in casa oppure in palestra) i percettori del reddito verrano spediti in Ucraina, nella zona tra la Crimea e il Donbass, come mercenari. Considerata la cruenza della guerra proprio in quelle zone si calcola che quasi nessuno dei percettori di reddito di cittadinanza ritornera’ a casa a scaldare il divano e quindi il risparmio per le casse dello Stato si rivelera’ cospicuo e tale da finanziare un ulteriore aumento delle spese militari imposte dalla Nato. Il Dpcm del governo e’ gia’ attuativo e quindi i primi contingenti di percettori del reddito partiranno entro pochi giorni per le zone di guerra.